venerdì 20 ottobre 2017

Scuole a rischio, Legambiente punta il dito e racconta 10 esempi innovativi

rischio scuole

Le scuole dovrebbero essere un luogo sicuro dove alunni e docenti possano svolgere il loro lavoro in massima sicurezza: purtroppo in Italia oggi non è così, perché il patrimonio edilizio scolastico del nostro Paese è ancora estremamente vulnerabile, un patrimonio edilizio vecchio e fatiscente nella gran maggioranza, non adeguato sismicamente.

Legambiente nel suo XVIII rapporto Ecosistema Scuola, presentato nel corso del secondo Forum Scuola Innova, denuncia di fatto la “precarietà” degli edifici scolastici italiani, in termini di sicurezza, a causa di carenze di vario tipo: dalla mancanza di periodica manutenzione al mancato adeguamento alla vigente normativa sismica (circa 1 scuola su 2 non ha il certificato di idoneità statica, di collaudo statico, di agibilità e di prevenzione incendi).

Nel rapporto si specifica che oltre il 41% degli edifici scolastici (pari a 15.055) si trova in zona sismica 1 e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi o forti e solo il 12,3% di questi risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche di costruzione antisismica. Inoltre il 43% di questi edifici risale a prima dell’1976, e cioè a prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica.

"La vera sfida consiste nel promuovere un grande cantiere di innovazione, dove convogliare idee e risorse per progettare e realizzare spazi adatti a una moderna didattica, sicuri, accoglienti e sostenibili” - ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni.

Per programmare risorse e interventi di questo tipo, occorre in primis, un’anagrafe scolastica affidabile. Eppure oggi l’anagrafe è ancora incompleta (mancano all’appello ben 6.315 edifici, il 15% del totale) e imprecisa (ci sono 14.711 istituti registrati due volte) e riporta una zonizzazione del rischio vecchia, sostituita nel 2003 dall’attuale, complicando la lettura dei bisogni reali.


Finanziamenti elargiti negli ultimi 4 anni: dove sono andati a finire?

Analizzando le linee di finanziamento degli ultimi quattro anni scopriamo che esiste un notevole divario (in cifre) tra i fondi messi a disposizione per il miglioramento dell’edilizia scolastica e le spese effettivamente realizzate. Difatti, dei 9,5 miliardi elargiti dal 2014 solo poco piu’ del 50% sono stati utilizzati per la realizzazione di 12.271 interventi, di cui però risultano conclusi solo la metà.

L’investimento pero’ e’ stato destinato prevalentemente a obiettivi che poco hanno a che fare con la messa in sicurezza. Dal 2014 infatti ci sono stati solo 505 interventi di adeguamento sismico (4%) con una tempistica tale da permettere il raggiungimento dell’obiettivo sicurezza in quelle aree solo tra 113 anni

Se prendiamo ad esempio Messina, città in area sismica 1 con 115 edifici scolastici di cui ben 96 risalenti a prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica, vediamo che la messa in sicurezza complessiva, continuando con gli attuali ritmi (18 interventi in quattro anni), si realizzerebbe nei prossimi 150 anni.

A beneficiare dei fondi per l’edilizia scolastica sono state soprattutto le Regioni del SUD e le isole. 


10 BEST PRACTICE 

Non mancano pero' nel rapporto esperienze italiane positive, innovative e sostenibili. Il rapporto infatti individua 10 Best Practice tra edifici di nuova costruzione e scuole nate dal recupero ed adeguamento dell'esistente. Dieci progetti di grande interesse, molti dei quali ultimati quest'anno.

Ricordiamo la scuola dell'infanzia Sandro Pertini di Bisceglie (Brindisi), un edificio ad energia quasi zero inaugurato ad agosto, progettato dall'ingegnere Luca Peralta con 3TI Progetti Italia.
Citiamo inoltre il nuovo polo scolastico di Terento (Bolzano), anch'esso completato quest'anno, e progettato dallo studio austriaco Feld72, la scuola dell'infanzia e primaria Don Filippo Rinaldi a Roma (anno 2009), progettata da Cosmo Antonello Magliozzi (con Simona Ruggeri, Valerio Hinna Danesi, Claudio Maroni, Giuseppe Pascucci e Attilio De Rossi), la scuola Rita levi Montalcini a Felino (Parma) dello studio Marco Contini (anno 2009), la scuola media Vivenza ad Avezzano (L'Aquila), consegnata ad inizio anno, finanziata con i fondi per la ricostruzione del post-terremoto del 2009 e progettata dall'ingegnere Errico De Cristofaro. 
Recentissimo anche il polo scolastico di Collecchio (Parma), la cui progettazione è stata curata dall'architetto Cristian Ferrarini dell'ufficio tecnico del Comune. E poi, il liceo musicale Augusto Passaglia a Lucca, ricavato nell'ex convento Sant'Agostino, il cui progetto è stato curato dall'architetto Francesca Lazzari, dirigente della provincia di Lucca. Ed ancora: la scuola di agraria in parte interrata e in parte realizzata all'interno del castello di a Burgusio, frazione di Malles (Bolzano) progettata da Werner Tscholl; l'asilo nido comunale di Andria (Bat), progettato dall'architetto Pino Cimino, la colorata scuola dell'infanzia Poetro Nenni a Bagnolo Mella, firmata dall'architetto Simone Firmo.

Nella giornata del Forum sono state raccontate le esperienze di alcuni comuni virtuosi, tra cui Trento, che eccelle per sicurezza delle scuole con edifici certificati e nessun bisogno di interventi di manutenzione urgenti; Firenze che eccelle nella capacità di investimenti in proprio in manutenzione ordinaria e straordinaria; Cosenza che invece spicca per capacità di reperire fondi nazionali e regionali e quindi, di progettare.

 

Scarica il Rapporto ECOSISTEMA SCUOLA 2017 >>

 

LINK CORRELATI: 

>> CASO DI STUDIO: VERIFICA VULNERABILITA' SISMICA EDIFICIO SCOLASTICO DI PUTIGLIANO

 

VIDEO CORRELATI:

>> ANALISI PUSHOVER E INTERVENTI DI RINFORZO PER UNA SCUOLA IN MURATURA 

 

 

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