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venerdì 11 settembre 2026

285 milioni per la prevenzione sismica degli edifici pubblici

285 milioni per la prevenzione sismica degli edifici pubblici

Con il decreto del 31 luglio 2026, il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha approvato il Programma nazionale di prevenzione sismica. Il comunicato è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 206 del 5 settembre 2026. Il Programma attua il Fondo istituito dalla legge n. 213/2023, con una dotazione di 285 milioni di euro per il periodo 2024–2028: 221,5 milioni destinati agli interventi strutturali, 35 milioni alle verifiche di vulnerabilità e 28,5 milioni al potenziamento delle attività di prevenzione previste dall’articolo 11 del D.L. n. 39/2009.
La priorità riguarda gli edifici pubblici strategici per la gestione dell’emergenza e quelli rilevanti per le conseguenze di un eventuale collasso. Le verifiche finanziate devono essere condotte come valutazioni della sicurezza secondo il Capitolo 8 delle NTC 2018 e la Circolare n. 7/2019. Rilievi, indagini e analisi strutturali costituiscono quindi la base conoscitiva per quantificare la vulnerabilità, definire le priorità e individuare gli interventi necessari.
Per accedere alla linea degli interventi strutturali, gli edifici devono essere ubicati in zona sismica 1 o 2 e disporre di una valutazione della sicurezza con valore minimo dell’indice ζE inferiore a 0,8. È inoltre richiesto almeno un progetto di fattibilità tecnico-economica ai sensi del D.Lgs. n. 36/2023, oppure un progetto definitivo ai sensi del D.Lgs. n. 50/2016, già approvato dall’ente proprietario. Il cronoprogramma deve prevedere l’ultimazione dei lavori entro il 31 dicembre 2028. La selezione attribuisce alla vulnerabilità sismica fino a 50 punti su 100, collegando l’assegnazione delle risorse agli esiti quantitativi delle verifiche.
Sono finanziabili interventi di miglioramento e adeguamento sismico, con possibilità di demolizione e ricostruzione quando l’adeguamento non risulti tecnicamente o economicamente conveniente. Tra le spese ammissibili rientrano anche progettazione, direzione lavori, rilievi, indagini, coordinamento della sicurezza e collaudo. L’individuazione degli edifici e degli interventi compete alle amministrazioni centrali coinvolte nel Programma, secondo il coordinamento previsto dal decreto; gli enti territoriali possono essere coinvolti nell’attuazione.
Per amministrazioni e progettisti, la disponibilità di valutazioni attendibili e di progetti già approvati assume dunque un ruolo determinante. La programmazione degli interventi richiede una conoscenza documentata del patrimonio edilizio e una valutazione coerente della sicurezza strutturale, indispensabili per indirizzare le risorse verso le situazioni più vulnerabili e verificare l’efficacia delle soluzioni progettuali.
Fonti istituzionali
    Decreto del 31 luglio 2026 e comunicato di pubblicazione
LINK:
https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/decreto-ministro-pcpm-del-31-luglio-2026/
    Programma nazionale di prevenzione sismica — Parte 2



 

(Newsoft sas® Riproducibile citando la fonte)

 
 
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