Il risanamento senza scavo non è soltanto una tecnica di cantiere. Quando una condotta viene riabilitata dall’interno, cambiano contemporaneamente geometria utile, scabrezza, perdite di carico e condizioni di pressione. Per questo il risultato dell’intervento deve essere valutato non solo sul tratto risanato, ma sull’intera rete. Il caso delle reti irrigue Alli-Tacina e Alli-Copanello, in Calabria, offre un riferimento concreto per collegare la tecnologia No-Dig alla modellazione idraulica e alla pratica professionale del progettista.
Il caso Calabria e la tecnica di relining
Nel 2026 il Consorzio di Bonifica della Calabria ha avviato un intervento di manutenzione straordinaria sulla condotta adduttrice principale dei comprensori Alli-Tacina e Alli-Copanello, a servizio di circa 2.380 ettari nei comuni di Catanzaro, Cropani, Botricello, Sellia Marina, Andali e Belcastro. L’intervento interessa oltre due chilometri di tubazione ed è finanziato per sei milioni di euro. La soluzione adottata è il relining, ossia il risanamento della tubazione esistente mediante inserimento di un nuovo elemento interno, con ricorso limitato agli scavi. La documentazione tecnica disponibile per il progetto indica una tubazione interna in vetroresina con scabrezza media a lungo termine inferiore a 50 μm, considerando tubo e giunzioni: un dato importante perché consente di comprendere il bilancio tra la riduzione della sezione utile e il miglioramento della superficie idraulica interna.
Dal punto di vista tecnico, “relining” è un termine generale.
La letteratura trenchless distingue infatti tra rivestimenti costruiti in sito, close-fit lining e loose-fit lining; nel CIPP (Cured In Place Pipe) un tubolare flessibile impregnato di resina viene inserito nel tubo ospite, espanso fino ad aderire alla parete e successivamente polimerizzato. Il documento tecnico allegato evidenzia che il liner può svolgere una funzione che va dal semplice ripristino dell’impermeabilità fino alla realizzazione di un nuovo tubo con funzioni idrauliche e strutturali proprie. Lo spessore non è quindi un parametro “standard”, ma dipende dalle prestazioni richieste e dal modello di calcolo adottato.
La sequenza operativa del risanamento mediante liner segue una procedura controllata che comprende:
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1. Ispezione
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2. Preparazione
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3. Bypass
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4. Inserimento liner
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5. Polimerizzazione
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6. Collaudo
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- Ispezione: Valutazione dello stato interno della condotta mediante videoispezione.
- Preparazione: Pulizia e predisposizione del tubo ospite per garantire la corretta adesione e posa del liner.
- Bypass: Deviazione temporanea del flusso per operare in condizioni idrauliche controllate.
- Inserimento liner: Introduzione e posizionamento della guaina all’interno della tubazione esistente.
- Polimerizzazione: Espansione e indurimento del liner fino alla formazione del nuovo rivestimento interno.
- Collaudo: Controllo finale dell’intervento e successiva rimessa in esercizio della condotta.
La qualità dell’intervento dipende in modo determinante dalla corretta preparazione del tubo ospite, dal controllo delle condizioni di posa e dalla verifica finale del rivestimento.
Dalla riabilitazione locale al comportamento dell’intera rete
L’inserimento del liner riduce in misura variabile la sezione idraulica disponibile, ma introduce una superficie interna più regolare e meno rugosa. Le due variazioni hanno effetti opposti sulle perdite di carico: la riduzione del diametro tende ad aumentarle, mentre la minore scabrezza tende a diminuirle. Il risultato deve quindi essere calcolato, non assunto a priori. Inoltre, eliminando dispersioni e riducendo le resistenze in un tratto, possono cambiare pressioni e portate nel resto della rete. Un caso di studio riportato nella rivista Italia No-Dig mostra che, dopo il risanamento di una porzione di rete, la pressione in alcuni nodi può aumentare significativamente e le perdite residue in altri tratti possono perfino crescere. Il dato non riguarda la rete calabrese, ma chiarisce un principio generale: il miglioramento locale non coincide necessariamente con l’ottimizzazione globale del sistema.
In reti irrigue in pressione questo aspetto assume particolare rilievo. La variazione della pressione disponibile può modificare la portata erogata ai terminali, il funzionamento delle valvole e il punto di lavoro delle pompe. Per il progettista diventa quindi necessario verificare almeno tre condizioni: stato ante operam; stato post-relining con nuovo diametro e nuova scabrezza; eventuale scenario post-intervento ottimizzato con dispositivi di regolazione. È questa la differenza tra una semplice manutenzione della condotta e una verifica prestazionale della rete.
Il ruolo di HYDRONET nella verifica “prima/dopo”
HYDRONET consente di trasformare il risanamento in un confronto quantitativo tra scenari. Nel modello si possono aggiornare materiale, diametro, stato di usura e coefficienti idraulici della condotta, mantenendo invariata la topologia della rete; il ricalcolo restituisce portate nei rami, carichi piezometrici ai nodi, velocità e perdite di carico. In una rete irrigua è inoltre possibile rappresentare nodi erogatori con una legge portata-pressione e inserire pompe e valvole. In questo modo il progettista può verificare se il tratto risanato migliora realmente il servizio e se l’eventuale aumento di pressione richiede una regolazione ulteriore.
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SCENARIO
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DATI DA MODIFICARE
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VERIFICHE PRINCIPALI
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Ante operam
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D, scabrezza/stato di usura esistenti
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P, Q, V, perdite di carico
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Post relining
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Nuovo D interno + nuova scabrezza
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Variazioni di pressione e portata
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Post ottimizzato
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Relining + pompe/valvole/regolazione
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Pmin/Pmax, servizio agli erogatori, equilibrio di rete
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Anche il quadro normativo va letto in modo aggiornato. Il documento tecnico del 2011 richiama la precedente UNI EN 13566-4; oggi, per il CIPP destinato al rinnovo di reti fognarie e di scarico non in pressione, il riferimento UNI in vigore è la UNI EN ISO 11296-4:2021. Per le condotte in pressione occorre invece verificare la norma applicabile in funzione del servizio: nel 2026 è entrata in vigore anche la UNI/PdR 198:2026 per il rinnovamento CIPP di tubi in pressione per acqua potabile, estesa alle reti irrigue quando è richiesto il certificato di potabilità. Questo aggiornamento è importante perché la scelta del sistema, le prestazioni del liner e i controlli finali devono essere coerenti con la destinazione d’uso della condotta.
Per la pratica professionale il messaggio è quindi concreto: prima di prescrivere un intervento No-Dig occorre conoscere il tubo ospite, la causa del degrado, le condizioni idrauliche e le prestazioni richieste al liner; dopo l’intervento occorre verificare che il nuovo assetto mantenga o migliori il funzionamento della rete. Il relining risolve il problema fisico della condotta; il modello idraulico verifica che la soluzione sia corretta a scala di sistema.
Fonti essenziali
- Italia No-Dig, n. 2/2026: reti irrigue, perdite idriche e modellazione del comportamento della rete.
- Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, dedicata al contributo delle tecnologie trenchless per l’efficienza delle reti irrigue e la riduzione dei costi nelle condotte interrate.
- R. Chirulli, “Installazione e risanamento di grandi collettori fognari mediante tecniche senza scavo a cielo aperto (no-dig)”, Acqua e Città 2011.
- IMEC Risanamenti: sequenza operativa del relining, videoispezione, pulizia, posa e collaudo.
- UNI EN ISO 11296-4:2021; UNI/PdR 198:2026, per i rispettivi campi di applicazione.
- Newsoft: documentazione tecnica HYDRONET.
(Newsoft sas® Riproducibile citando la fonte)