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Casi di studio

I progetti e gli interventi dei nostri clienti e dei nostri tecnici

 

Valutazione del danno e della capacità portante. Progetto di intervento di miglioramento sismico chiesa a Mormanno CS

Chiesa S. Maria del Colle - Mormanno (CS)

Arch. Leto Gaetano - Arch. Sabrina Mainieri Edificio storico - originale risalente al XIV secolo e parzialmente ricostruito nel XVIII secolo, Via Roma, Mormanno (CS) - Italia Por 2000
Miglioramento sismico L'edificio di culto poggia sulle antiche cripte sotterranee e con una superficie di circa 1300 mq, Altezza massima al colmo di 16,5 m. 190.000 €
 

Premessa

“Il problema della conoscenza statica del telaio di fabbrica, della struttura che tiene in equilibrio e in sicurezza l’edificio, è un dato del problema che va rispettato e affrontato il più possibile con la stessa attenzione filologica del dato storico”.
(Prof. Arch. F. Gurrietti - Convegno su “Restauro: esigenze culturali e realtà operative” – Ravello – sett. 1975)

Con questa piccola citazione posto a cappello di una prefazione di un trattato di restauro e consolidamento, possiamo dire che riassume la condizione duale che accompagna il recupero e la conservazione dei beni monumentali. Un percorso parallelo tra il recupero di una lettura storico filologico del monumento e la sua condizione statica.

Con la messa in sicurezza, a seguito degli eventi sismici dell’ottobre 2012, di due edifici ecclesiastici abbiamo avuto l’opportunità di misurarci con i problemi su citati: ricomporre le condizioni di sicurezza ed efficienza funzionale delle fabbriche, nell’ambito di un pieno rispetto delle condizioni storico-architettoniche di cui vengono a caratterizzarsi e non ultimo la condizione per cui gli interventi eseguiti hanno il carattere della REVERSIBILITA’.
La Chiesa storica è in sé un concentrato stratificato di saperi e opere realizzate da maestranze che nei secoli si sono succedute, caratterizzate dal gusto e dall’estetica del loro tempo, il weltanshaüng di un popolo che ha trovato nell’edificio religioso una delle sue massime rappresentanze culturali.
Le due Chiese su cui siamo intervenuti sono tra le più importanti nell’area della Calabria Alto-Citeriota, per impianto architettonico e di “contenitori” di opere d’arte.

Macro descrizione del progetto/struttura

L’impianto della Chiesa è rettangolare, con abside emergente, suddiviso in tre navate da pilastri, con il prothesis e il diaconikon inglobati nella geometria di base. Le navate laterali hanno soffitti a vela portanti, mentre la navata centrale è coperta da una volta a botte portante . Colpita dal terremoto del 1693, venne ricostruita e riconsacrata nel 1790. La facciata è attribuita a tal Pietro Scardino da Padula ed ha un impianto barocco; realizzata in travertino squadrato, dalla particolare composizione stratigrafica e dal colore giallo ocra, proveniente da cave locali.

La Chiesa si fonda su preesistenti cripte, risanate, consolidate ed aperte al pubblico dopo l'intervento di restauro ultimato nel 1997. La cripta più antica è posta al centro della navata centrale, dove sono evidenti i lavori di realizzazione del nuovo manufatto presentando le fondazioni dei piloni della navata centrale in pietra calcarea e tufo di notevoli dimensioni.

Le fondazioni, in parte evidenti dalle cripte risanate, sono in pietrame misto e calce, poggianti su roccia viva affiorante.

La struttura è realizzata da pareti importanti con schema a sacco, con le due pareti che compongono il sandwich realizzate da pietra calcarea squadrata, quindi con una regolare tessitura.

Della Chiesa originaria rimane il Campanile, posto sul lato destro del complesso, ed i locali della proto-chiesa, locali parzialmente ipogei, e composti da varie stanze, non tutte comunicanti tra loro.

Negli anni recenti, vi sono stati vari interventi, che hanno riguardato la realizzazione di un “pesante” cordolo in c.a. sulla navata laterale destra e la sostituzione della copertura originaria con una costituita da struttura portante in putrelle di ferro e lamiera grecata, con sopra il manto in coppi cementati;  mentre sulla navata laterale sinistra gli interventi hanno riguardato la sostituzione di travi lignee, con altrettante altre travi che in maniera maldestra le maestranze hanno fatto poggiare in più punti sulle superfici estradossali delle cupole delle navate laterali, la cui risposta dinamica è stata quella di un metto taglio alla base delle cupole.

La navata centrale ha visto la sostituzione delle capriate lignee originarie, con capriate metalliche, come anche nella copertura dei transetti, eseguiti con carpenteria metallica dalle sezioni fortemente pronunciate. 

La chiesta, già oggetto di interventi di ripristino a seguito degli eventi sismici del 1982 e del 1998, è stata danneggiata dal recente terremoto del Pollino (26/10/2012) con evidenti lesioni di distacco della facciata principale sintomo di un cinematismo di ribaltamento.

Modellazione e progetto

I principali aspetti cui si è dato attenzione nella fase di modellazione e progettazione per la particolare struttura sono stati:

  • Studio del terreno mediante indagine geofisica con la tecnica dei rapporti spettrali (HVSR) per determinare la stratigrafia del sottosuolo e la velocità media di propagazione delle onde di taglio (Vs30) utile per la determinazione della categoria del suolo di fondazione;
  • Saggi per la definizione delle pareti, qualità della tessitura muraria, qualità della malta, presenza di diatoni;
  • Valutazioni di possibili meccanismi fuori piano per le singole pareti e per piccoli gruppi di pareti;
  • Valutazione di efficaci tiranti di piano con studio dettagliato del capochiave, rispettando il contesto architettonico di pregio della facciata e il vincolo della soprintendenza dei beni culturali;
  • semplicità di modellazione, vista la complessa struttura, e valutazione della sicurezza variando le caratteristiche dei materiali, l’eventuale presenza di cordoli e la loro efficacia di vincolo.
 
 
 
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